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RESTAURI

LA FIGLIA DI IORIO – di FRANCESCO PAOLO MICHETTI – Sala della Provincia di Pescara

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo sta attuando l’intervento di restauro conservativo del dipinto su tela La figlia di Jorio, la più celebre opera di Francesco Paolo Michetti, esposta nella sala della Provincia di Pescara, con fondi resi disponibili dal Segretariato regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo dell’Abruzzo che ha destinato 40.000 euro per il restauro nell’ambito della programmazione ordinaria del MIBACT.

i lavori sono stati affidati alla ditta ESTIA srl di Bastia Umbra.

“Era un intervento non più rinviabile-afferma la Soprintendente Rosaria Mencarelli- sia per l’importanza del dipinto nell’ambito della produzione michettiana, sia per migliorarne lo stato di conservazione”.

 

https://www.estia.it/lafigliadijorio-ilrestauro

 


POLITTICO DI JACOBELLO DEL FIORE – Duomo di Teramo

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo ha dato l’avvio all’intervento di restauro del polittico di Jacobello del Fiore grazie ai fondi resi disponibili dal Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dell’Abruzzo nell’ambito della programmazione ordinaria del MiBACT, per un importo di 35.000,00 euro, e grazie a un ulteriore finanziamento di 17.000,00 euro, messo a disposizione dalla Diocesi di Teramo-Atri.

I lavori sono stati affidati alla ditta “C.B.C. Conservazione Beni Culturali Soc. Coop.”

La direzione lavori è affidata alla Storica dell’arte d.ssa Antonella Lopardi; l’intervento sul polittico sarà seguito anche dalla restauratrice della Soprintendenza Maria Gabriella D’Ippolito.

Il Polittico di Jacobello del Fiore, uno dei maggiori esponenti della scuola veneziana del primo Quattrocento, pittore ufficiale della Serenissima, costituisce uno dei capolavori della regione, strettamente connesso con la storia della città di Teramo, di cui è rappresentata l’immagine più antica nel riquadro inferiore centrale.

Costituito da sedici riquadri dorati disposti su due file, tenute insieme da una ricca carpenteria lignea, fu commissionato all’artista dal Capitolo di Sant’Agostino di Teramo e dal 1957 è custodito nella Cattedrale.

Il restauro, finalizzato anche a ristabilire la corretta successione dei riquadri, proposta nel tempo in versioni diverse, per restituire l’originaria leggibilità dell’opera, è un “cantiere aperto” con finalità didattiche e di valorizzazione dell’opera e a partire dagli inizi dell’anno 2020 è possibile effettuare visite al cantiere in giorni e orari stabiliti.